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Torna l’IMU sulla prima casa? Storia di una patrimoniale occulta

Written by Sergio Lombardi

Gentiloni risponde ad una interrogazione del Parlamento Europeo e diffonde il timore di una nuova patrimoniale per i proprietari di case

Il 15 ottobre scorso Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’economia, ha risposto ad una interrogazione al Parlamento Europeo, chiarendo che “abolendo l’esenzione dell’IMU sull’abitazione principale e utilizzando le entrate supplementari per ridurre la tassazione sul lavoro, si fornirebbero maggiori incentivi a lavorare, determinando ripercussioni positive sulla crescita economica” in Italia.
La notizia è stata subito riportata in numerosi articoli, suscitando le prime reazioni preoccupate delle associazioni, fra cui Confedilizia.
L’interrogazione Gentiloni continua, ricordando che le raccomandazioni specifiche dell’Unione Europea all’Italia dal 2012 al 2019 consigliavano di trasferire il carico fiscale dal lavoro verso imposte sul patrimonio, e che quest’obiettivo doveva essere raggiunto anche con la reintroduzione dell’IMU sulla prima casa a carico delle famiglie con reddito elevato.

La patrimoniale è già realtà

La tendenza del Fisco a “spremere” i proprietari di immobili è stata costante e crescente dal 2012, attraverso l’introduzione dell’IMU, che attualmente vale 22 miliardi di euro all’anno, per un costo complessivo di 183 miliardi di euro dal 2012 (dati Confedilizia).
L’esenzione IMU per la prima casa dal 2013 ha diminuito di poco l’impopolarità di questa imposta, modificata ancora una volta dal 1/1/2020 con l’accorpamento con la TASI.

Agevolazioni IMU per le strutture ricettive

Va ricordato che, a causa della pandemia, tutte le strutture ricettive (anche extralberghiere) sono state esentate dal pagamento dell’acconto IMU 2020 dovuto a giugno, a condizione che i proprietari degli immobili siano anche gestori delle attività esercitate.
Il Decreto Agosto, appena convertito e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 ottobre, ha esteso l’esenzione per le strutture ricettive autogestite dai proprietari degli immobili anche per il saldo IMU 2020, dovuto a dicembre.
L’esenzione IMU non riguarda invece le locazioni turistiche.

La patrimoniale occulta

Negli ultimi anni, la pressione fiscale sugli immobili si è manifestata anche attraverso strumenti indiretti, come:
– la riduzione delle detrazioni sui redditi da lavoro, sui carichi familiari e del bonus “Renzi” di 80 euro al mese, nel caso di cedolare secca cumulata con redditi Irpef (con un effetto fiscale molto più pesante del 21%);
la mancata modifica a ribasso delle rendite catastali in un mercato immobiliare con valori in discesa da più di dieci anni;
l’utilizzo sempre più diffuso dell’ISEE per erogare bonus e prestazioni sociali (l’ISEE a parità di reddito penalizza i proprietari di immobili).

L’Assegno unico

Da gennaio 2021 è previsto l’Assegno unico, un nuovo aiuto economico per le famiglie con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età.
L’Assegno unico modificherà radicalmente i benefici fiscali dei nuclei familiari, eliminando detrazioni per carichi di famiglia, assegni per il nucleo familiare Inps, bonus bebè, e altre misure attuali in favore dei contribuenti.
La “welfarizzazione” dei bonus fiscali (trasformazione in prestazioni assistenziali erogati secondo il proprio ISEE) modificherà radicalmente il reddito netto effettivo di molte classi di cittadini.
Essendo basato sull’ISEE, si può già intuire che l’Assegno unico sfavorirà alcune categorie di contribuenti, fra cui i proprietari di immobili, le cui proprietà gravano nel calcolo dell’indice, riducendo l’Assegno unico spettante.

Sergio Lombardi è Dottore Commercialista in Roma e docente di Extra Academy.
Per quesiti e segnalazioni, scrivete a:
redazione@extralberghiero.it

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