L’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (AIGAB) è stata ricevuta dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi per un confronto sulle principali questioni che interessano il settore delle locazioni turistiche. Al centro dell’incontro il riconoscimento della figura professionale del property manager, la necessità di un quadro normativo più armonizzato e la tutela della proprietà privata e della libertà d’impresa.
AIGAB, che rappresenta oltre 800 operatori professionali attivi nella gestione di circa 42 mila immobili turistici in Italia, ha espresso soddisfazione per il confronto avviato con il Ministero. Il presidente Marco Celani ha sottolineato l’importanza dell’ascolto ricevuto, definendo gli affitti brevi un modello di ospitalità diffusa in grado di contribuire alla competitività turistica del Paese e di sostenere l’accoglienza anche in territori meno serviti dall’offerta alberghiera tradizionale.
Durante l’incontro sono stati affrontati diversi temi che negli ultimi mesi hanno alimentato il dibattito pubblico sul settore: dalle limitazioni introdotte da alcune amministrazioni comunali alla convivenza tra residenti e ospiti temporanei, fino al ruolo delle locazioni brevi nell’accoglienza dei grandi eventi internazionali, come le future Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
L’associazione ha inoltre evidenziato la necessità di evitare interventi normativi considerati penalizzanti per il comparto, chiedendo un’armonizzazione delle regole che permetta agli operatori di programmare investimenti nel lungo periodo e ai proprietari di valorizzare gli immobili non utilizzati attraverso forme di ospitalità regolarmente gestite.
Tra le richieste avanzate al ministro figura anche il riconoscimento ufficiale della professione di property manager. Secondo AIGAB, questa figura rappresenta un interlocutore qualificato per le istituzioni, in grado di garantire il corretto versamento delle imposte, la tracciabilità delle operazioni e standard di accoglienza professionali per i viaggiatori.
Il peso economico del comparto
Nel dossier presentato al Ministero, AIGAB ha ribadito il peso economico della filiera degli affitti brevi. Secondo le stime dell’associazione, il settore coinvolge oltre 45 mila imprenditori e genera circa 150 mila posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto, comprendendo attività di pulizia, manutenzione, accoglienza e gestione degli immobili. Il 96% delle abitazioni presenti sul mercato degli affitti brevi sarebbe inoltre riconducibile a singoli proprietari privati.
L’associazione sostiene che il comparto svolga un ruolo rilevante anche nella riqualificazione del patrimonio immobiliare. Secondo i dati elaborati dal proprio Centro Studi, ogni immobile destinato alle locazioni turistiche richiede investimenti medi di circa 15 mila euro tra ristrutturazione e arredo, con effetti positivi per l’edilizia, l’artigianato e le economie locali.
Il ruolo nei borghi e nei grandi eventi
Nel documento consegnato al ministro viene inoltre ribadita la complementarità tra affitti brevi e strutture alberghiere. AIGAB evidenzia come le locazioni turistiche contribuiscano ad assorbire i picchi di domanda nelle principali città italiane durante fiere, eventi sportivi e manifestazioni internazionali, mentre nei piccoli centri e nei borghi rappresenterebbero spesso l’unica forma di ospitalità disponibile.
Secondo l’associazione, un eccessivo irrigidimento normativo rischierebbe di ridurre gli investimenti nel settore e di limitare la capacità ricettiva di molte destinazioni, con effetti negativi sia sull’indotto turistico sia sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare diffuso.

