Con l’avvicinarsi delle vacanze estive cresce anche il rischio di cadere nelle truffe online legate alle prenotazioni turistiche. Per questo motivo Airbnb e la Polizia di Stato hanno rinnovato la loro collaborazione avviando una campagna di sensibilizzazione rivolta ai viaggiatori italiani, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per riconoscere i raggiri e prenotare in sicurezza.
L’iniziativa arriva in una fase in cui le frodi digitali stanno diventando sempre più sofisticate. A cambiare non sono soltanto le tecniche utilizzate, ma anche il profilo delle vittime. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni a risultare più vulnerabili ai raggiri online, mentre gli over 65 rappresentano la fascia di popolazione più prudente, con meno del 5% coinvolto in episodi di frode.
Il paradosso dei nativi digitali
Il dato evidenzia un fenomeno apparentemente paradossale. I più giovani, cresciuti nell’era digitale e abituati a utilizzare quotidianamente smartphone, social network e piattaforme online, tendono a compiere acquisti con maggiore rapidità e minore attenzione ai dettagli. Questa familiarità con gli strumenti digitali può trasformarsi in un eccesso di fiducia, riducendo la capacità di individuare segnali sospetti durante una prenotazione.
Gli over 65, al contrario, sembrano adottare un approccio più cauto. Verificano maggiormente le informazioni, preferiscono spesso canali consolidati e non esitano a chiedere supporto prima di procedere con un pagamento. Secondo Airbnb e Polizia di Stato, proprio questa maggiore prudenza rappresenta il principale fattore di protezione.
La truffa della “casa fantasma” resta la più diffusa
Tra i raggiri più frequenti c’è quello della cosiddetta “casa fantasma”. Il meccanismo è relativamente semplice, ma continua a mietere vittime: un alloggio viene pubblicizzato attraverso fotografie particolarmente curate e prezzi competitivi. Le immagini possono essere state copiate da annunci autentici oppure create artificialmente. Una volta arrivato a destinazione, però, il viaggiatore scopre che l’immobile non esiste, è irraggiungibile oppure è già occupato da altre persone truffate con lo stesso annuncio.
In altri casi il danno emerge ancora prima della partenza. Dopo aver versato un anticipo, il presunto proprietario scompare, interrompendo ogni comunicazione e lasciando l’utente senza alloggio e senza possibilità immediata di recuperare il denaro.
L’intelligenza artificiale rende le truffe più credibili
A rendere ancora più complesso il fenomeno è l’utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale da parte dei criminali informatici. Se fino a pochi anni fa era relativamente semplice riconoscere un annuncio fraudolento per la presenza di errori grammaticali, immagini sgranate o testi poco credibili, oggi la situazione è cambiata radicalmente.
Gli strumenti di AI generativa consentono infatti di produrre descrizioni perfettamente scritte in italiano, creare immagini realistiche di appartamenti inesistenti e persino replicare siti web ufficiali quasi indistinguibili dagli originali. Più recentemente stanno comparendo anche video deepfake nei quali falsi proprietari mostrano la struttura e interagiscono apparentemente in modo autentico con i potenziali ospiti.
Questo rende molto più difficile per un utente medio distinguere un’offerta reale da una truffa, soprattutto quando la prenotazione avviene velocemente e sotto pressione.
Nessun canale è completamente immune
Un altro aspetto evidenziato dalla campagna riguarda i canali utilizzati dai truffatori. Non esiste infatti una piattaforma o una tipologia di struttura completamente immune dal fenomeno.
Le frodi possono comparire sui grandi portali di prenotazione, ma anche sui social network, dove spesso vengono pubblicizzate offerte apparentemente esclusive con prezzi molto inferiori a quelli di mercato. È proprio in questi casi che bisogna prestare maggiore attenzione, evitando di farsi attrarre esclusivamente dal risparmio economico.
I segnali d’allarme da non ignorare
Secondo la Polizia Postale esistono alcuni indicatori ricorrenti che permettono di individuare molte truffe prima che sia troppo tardi.
Il primo è il prezzo eccessivamente basso rispetto alla media di mercato. Il secondo è l’urgenza creata dall’host, che insiste affinché il pagamento venga effettuato rapidamente per non perdere l’offerta. Il terzo elemento riguarda la richiesta di effettuare pagamenti al di fuori della piattaforma ufficiale.
«La raccomandazione è di fare della prudenza un’abitudine. I segnali di una truffa sono quasi sempre gli stessi: prezzo troppo basso, host che preme per chiudere in fretta, pagamento fuori piattaforma. Davanti a questi campanelli d’allarme, la scelta giusta è una sola: fermarsi, interrompere la transazione e prendersi quei pochi minuti necessari per fare ulteriori verifiche», ha dichiarato Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica.
Perché i pagamenti fuori piattaforma sono così rischiosi
Uno dei consigli più importanti riguarda la gestione del pagamento. Airbnb ricorda che le prenotazioni devono essere effettuate, pagate e gestite esclusivamente all’interno della piattaforma.
I truffatori cercano spesso di spostare la conversazione su WhatsApp, email private o altri sistemi di messaggistica, promettendo sconti in cambio di un pagamento diretto. In questo modo il cliente esce dal perimetro di protezione della piattaforma e perde tutte le garanzie previste in caso di problemi o cancellazioni.
Anche i bonifici bancari rappresentano un campanello d’allarme. Airbnb precisa infatti di non richiedere mai bonifici per completare una prenotazione e di accettare esclusivamente sistemi di pagamento tracciabili come carte di credito, PayPal e wallet digitali.
I sette consigli per prenotare in sicurezza
La campagna di Airbnb e Polizia di Stato individua sette comportamenti fondamentali per ridurre il rischio di truffa:
- verificare sempre l’indirizzo del sito internet e assicurarsi di trovarsi sulla pagina ufficiale;
- non cliccare su link ricevuti tramite SMS, email o social media se non si è certi della provenienza;
- diffidare delle offerte troppo convenienti e delle richieste di versare depositi elevati;
- non effettuare mai bonifici bancari diretti;
- prenotare, pagare e comunicare esclusivamente all’interno della piattaforma;
- controllare recensioni, storico dell’host e autenticità delle fotografie;
- segnalare immediatamente qualsiasi anomalia alla banca, alle autorità e alla piattaforma utilizzata.
L’identikit del truffatore
La campagna traccia anche una sorta di identikit del truffatore digitale.
Spesso sostiene di vivere all’estero, giustificando così la richiesta di un bonifico internazionale. Si mostra molto professionale, inviando rapidamente contratti e documentazione per conquistare la fiducia della vittima, ma può approfittarne per raccogliere dati personali e copie dei documenti d’identità. Insiste nel richiedere un pagamento anticipato e crea un forte senso di urgenza, sostenendo di avere altri potenziali clienti interessati all’immobile.
Non manca poi il tentativo di utilizzare il nome di piattaforme conosciute per apparire più credibile. «Per far sentire al sicuro le potenziali vittime, i truffatori potrebbero dichiarare di essere associati a un’azienda come Airbnb. I siti web di terze parti non hanno niente a che vedere con la piattaforma», si legge nel comunicato.
Oltre 3.200 siti di phishing bloccati
Il fenomeno ha ormai assunto dimensioni globali. Airbnb rende noto che nel 2024 il proprio team di sicurezza ha individuato e neutralizzato oltre 3.200 domini di phishing di terze parti utilizzati per imitare il marchio e sottrarre dati agli utenti.
«I tentativi di truffa su Airbnb sono estremamente rari anche grazie alla nostra scelta di trattenere i pagamenti per l’host fino a check-in avvenuto. Inoltre, comunicando solamente attraverso la piattaforma, gli ospiti sono tutelati lungo tutto il percorso», ha spiegato Matteo Sarzana, Country Manager di Airbnb Italia, sottolineando come la collaborazione con la Polizia Postale rappresenti un ulteriore strumento di prevenzione per chi prenota online per la prima volta.

