L’Italia si conferma la destinazione preferita degli italiani per l’estate 2026. A spingere il turismo domestico non sono soltanto il desiderio di riscoprire il territorio nazionale e la ricerca di mete meno affollate, ma anche il peso crescente dei costi del trasporto aereo, che stanno influenzando in modo significativo le scelte di viaggio.
A fotografare il fenomeno è un sondaggio realizzato da Bed-and-Breakfast.it su 2.372 viaggiatori italiani, che evidenzia alcuni trend destinati a interessare da vicino il comparto dell’ospitalità extralberghiera.
Il turismo domestico torna protagonista
Secondo l’indagine, il 57% degli intervistati trascorrerà la vacanza principale in Italia. A questi si aggiunge un ulteriore 13% che prevede soggiorni sia in Italia sia all’estero. Soltanto l’11,2% ha scelto una destinazione straniera come unica meta delle ferie.
Per gli operatori dell’extralberghiero si tratta di un segnale incoraggiante. Oltre quattro italiani su dieci dichiarano infatti di guardare alle destinazioni italiane con maggiore interesse rispetto agli anni passati. Un orientamento che potrebbe favorire soprattutto borghi, aree interne e località secondarie, spesso escluse dai grandi flussi turistici ma sempre più ricercate da chi desidera autenticità e tranquillità.
Overtourism, un fattore sempre più decisivo
Il fenomeno dell’overtourism non è più soltanto un tema dibattuto da amministrazioni e operatori del settore. Sta entrando concretamente nei criteri di scelta dei viaggiatori.
Il 43,8% del campione dichiara infatti di voler evitare destinazioni troppo affollate. Una percentuale che apre nuove opportunità per molte strutture extralberghiere situate in aree meno conosciute, che possono intercettare una domanda orientata verso esperienze più sostenibili e lontane dalla congestione delle mete più popolari.
La ricerca di luoghi autentici, ritmi più lenti e contatto con il territorio continua a rappresentare uno dei punti di forza dell’ospitalità diffusa.
Il caro-voli favorisce le destinazioni raggiungibili in auto
Tra i fattori che influenzano le scelte di viaggio emerge con forza il costo dei voli. Quasi tre italiani su quattro affermano che il prezzo dei biglietti aerei potrebbe modificare la destinazione scelta o portare a rinunciare a mete più lontane.
Molto più contenuto, invece, l’impatto dell’aumento dei carburanti. Solo il 13,5% degli intervistati considera il costo della benzina un elemento determinante.
Per il settore extralberghiero si tratta di un dato particolarmente interessante. Le strutture situate in destinazioni raggiungibili facilmente in automobile potrebbero beneficiare di una maggiore competitività rispetto alle località che dipendono principalmente dai collegamenti aerei.
L’intelligenza artificiale entra nella pianificazione delle vacanze
Un’altra novità emersa dal sondaggio riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per organizzare i viaggi.
Gli strumenti basati su AI stanno diventando sempre più presenti nella fase di ricerca e pianificazione. L’utilizzo risulta particolarmente diffuso tra gli under 45, che li adottano con una frequenza circa doppia rispetto alle fasce d’età più mature.
Le applicazioni più comuni riguardano la costruzione di itinerari personalizzati, la scoperta di nuove destinazioni, la stima dei costi e l’organizzazione del budget. Un cambiamento che potrebbe avere conseguenze anche per gli operatori dell’ospitalità, chiamati a migliorare la qualità delle informazioni online affinché le proprie strutture siano facilmente individuabili e valorizzate dagli strumenti di intelligenza artificiale.
Prenotazione diretta: il vero nodo sono le garanzie
Il dato che probabilmente interessa maggiormente gli host riguarda il rapporto tra prenotazione diretta e OTA.
Alla domanda se prenoterebbero direttamente con una struttura ricettiva in presenza delle stesse garanzie offerte dalle piattaforme online e con un possibile risparmio economico, il 95,4% degli intervistati ha risposto positivamente.
Un risultato che conferma una tendenza già percepita da molti operatori: il problema non è convincere il cliente a prenotare direttamente, ma offrire un’esperienza di acquisto all’altezza delle aspettative create dalle grandi OTA.
Sicurezza nei pagamenti, procedure semplici, conferme immediate e politiche di cancellazione chiare restano elementi fondamentali per favorire la disintermediazione.
«Questo sondaggio ci restituisce l’immagine di un viaggiatore più maturo, più consapevole e più esigente. Sa che le commissioni delle grandi OTA incidono tra il 20 e il 25% sul prezzo finale e sarebbe disposto a prenotare direttamente, ma solo se la struttura gli offre la stessa affidabilità», osserva Giambattista Scivoletto, fondatore e CEO di Bed-and-Breakfast.it.
Cosa possono imparare gli host da questi dati
L’indagine evidenzia alcune indicazioni operative per il settore extralberghiero. Da un lato cresce la domanda di destinazioni italiane e di località meno affollate. Dall’altro aumenta la sensibilità verso il prezzo complessivo del viaggio e la ricerca di esperienze autentiche.
Parallelamente, i viaggiatori si dimostrano sempre più aperti alla prenotazione diretta, purché accompagnata da standard elevati di affidabilità e semplicità.
Per gli host e i property manager il messaggio è chiaro: investire in siti web performanti, sistemi di prenotazione efficienti, contenuti di qualità e strategie di marketing diretto potrebbe diventare ancora più importante in un contesto in cui il cliente manifesta una crescente disponibilità a uscire dai grandi marketplace online.
L’estate 2026 potrebbe quindi rappresentare non solo una stagione favorevole per il turismo domestico, ma anche un banco di prova per verificare quanto il settore extralberghiero sia pronto a cogliere le opportunità offerte dalla disintermediazione.

