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Il Decreto Ristori trascura mezzo settore extralberghiero

Written by Sergio Lombardi

Nel nuovo DL, pubblicato in G.U. e in vigore dal 29/10/2020 mancano all’appello importanti pezzi del comparto extralberghiero che non riceveranno i contributi a fondo perduto

Appena pubblicato il Decreto Ristori in Gazzetta Ufficiale, è il momento di comprendere quali categorie economiche beneficeranno degli aiuti messi in campo dal Governo per 5,4 miliardi di euro. Il decreto prevede vari provvedimenti in favore delle attività danneggiate dalle restrizioni del Dpcm del 24 ottobre, ma l’intervento più importante sono proprio i ristori delle perdite, che pesano ben 2,508 miliardi di euro.
Nelle ultime ore sono circolate varie bozze del decreto, e soprattutto varie liste di codici Ateco delle attività che avranno accesso ai fondi.

Beneficiari
Queste le categorie dell’extralberghiero che riceveranno i ristori previsti dal decreto:
le strutture ricettive imprenditoriali con il codice attività 55.20.51 (Affittacamere, Case Vacanze e Bed&Breakfast imprenditoriali, altre tipologie extralberghiere in forma imprenditoriale);
i property manager con il codice attività 79.90.19.

Categorie escluse
NON avranno invece accesso ai contributi a fondo perduto:
le locazioni turistiche;
le strutture ricettive non imprenditoriali;
i property managers con i codici attività 68.32.00 e 68.20.01.
Il decreto prevede un possibile allargamento delle categorie di attività, attraverso apposito decreto MISE-MEF, ma solo nei limiti di 50 milioni di euro.

Requisiti
Le condizioni per accedere ai fondi sono le seguenti:
– essere società o ditte individuali o alcuni tipi di associazioni;
– far parte delle attività presenti nella tabella allegata al decreto (all. 1);
– avere la partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020;
– avere fatturato o corrispettivi nel mese di aprile 2020 inferiori ai 2/3 del fatturato o dei corrispettivi del mese di aprile 2019;
– per le attività avviate dal 1° gennaio 2019, il requisito del fatturato non è necessario, e i fondi vengono erogati comunque (non è chiara la quantificazione in quel caso).
Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre 2020.

Il moltiplicatore
In corrispondenza di ognuna delle attività beneficiarie del contributo a fondo perduto, c’è un moltiplicatore, che va da 100% a 400%, che indica la percentuale di aiuti che spetta a ciascun settore.
Il settore dell’ospitalità (alberghi, strutture ricettive extralberghiere imprenditoriali, camping, ostelli, agriturismi) è unificato al 150%, mentre il 200% vale per guide turistiche, ristorazione, cinema, spettacoli, fiere, arti, impianti sportivi e altre attività fra cui alcuni property managers. L’unica attività al 400% presente in elenco è quella delle discoteche.

Calcolo del contributo
Ci sono due diversi modi di calcolare il contributo:

1) Chi ha già ricevuto il contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio, avrà diritto al medesimo importo, moltiplicato per il coefficiente.

ESEMPIO 1 (attività che hanno già ricevuto il primo contributo a fondo perduto)
– strutture extralberghiere imprenditoriali (coefficiente 150%) contributo = 1,5 volte quello del DL Rilancio;
– property managers con Ateco 79.90.19 (coefficiente 200%) contributo = 2 volte quello del DL Rilancio;
Il contributo massimo sarà di 150mila euro, mentre quello minimo sarà di 1.000 euro per le ditte individuali e 2.000 per le società.

2) Chi NON ha ricevuto il contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio, dovrà seguire le regole già approvate:
– contributo = 20% della differenza fra aprile 2019 e aprile 2020, se i ricavi o compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400mila euro;
– contributo = 15% della differenza fra aprile 2019 e aprile 2020, se i ricavi o compensi dell’anno 2019 sono fra 400mila euro e 1 milione di euro;
– contributo = 10% della differenza fra aprile 2019 e aprile 2020, se i ricavi o compensi dell’anno 2019 sono fra 1 milione di euro e 5 milioni di euro(*)
Il tutto va poi moltiplicato per il moltiplicatore di settore (da 100% a 400%).
(*) Il limite di 5 milioni di euro è stato abolito dal decreto ristori, per cui possono chiedere e ottenere contributi a fondo perduto anche le imprese con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro.

ESEMPIO 2 (attività che NON hanno già ricevuto il primo contributo a fondo perduto)
Affittacamere con ditta individuale con fatturato di 150mila euro nel 2019 e calo di attività in aprile 2020 pari a 10mila euro: contributo = 3mila euro (20% x 10.000 euro x 150%).
Società di property management codice Ateco 79.90.19 con fatturato di 2 milioni di euro nel 2019 e calo di attività in aprile 2020 pari a 50mila euro: contributo = 10mila euro (10% x 50.000 x 200%).
(*) Possono inoltre chiedere e ottenere contributi a fondo perduto anche le imprese con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro.

Modalità di richiesta
Il contributo verrà erogato in automatico a chi lo ha già richiesto e ottenuto per il Decreto Rilancio (DL 34/2020), mentre chi non lo ha già ricevuto dovrà fare richiesta con istanza dal sito dell’Agenzia delle Entrate, che verrà presto aggiornato con i nuovi termini di richiesta.

Tempi di erogazione
Il Ministro dell’Economia Gualtieri ha assicurato che i pagamenti arriveranno entro il 15 novembre per i titolari delle attività che hanno già ricevuto gli aiuti del Decreto Rilancio, mentre per le nuove richieste ci saranno comunque tempi rapidi.

Il rischio plafond
Essendo i fondi disponibili limitati (2,508 miliardi di euro), c’è il rischio che vengano “plafonati”, riproporzionandoli sulla base delle richieste effettive, come è avvenuto con il bonus sanificazione, fortunatamente rifinanziato con la conversione con modifiche del Decreto Agosto.

Commento finale
Anche questo nuovo contributo a fondo perduto si dimostra insufficiente anche solo ad attenuare il dramma che vive oggi il Turismo italiano e dimostra le scarse risorse disponibili (che si spera aumenteranno quando arriveranno i fondi europei del Recovery Fund).
I criteri di ammissione (lista codici Ateco) e di spettanza (moltiplicatori) sono probabilmente dovuti ai calcoli dei fondi disponibili, più che alle reali necessità di ogni settore, o di ogni singola impresa.

Sergio Lombardi è Dottore Commercialista in Roma e docente di Extra Academy
Per quesiti e segnalazioni, scrivete a:
redazione@extralberghiero.it

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Sergio Lombardi

3 Comments

  • Come sempre in Italia, curnuti e gabbati !
    La quasi totalità dei B&B ed Affittacamere non possiedono partita IVA (la legge consente, al pari delle locazioni temporanee e case vacanza, di dichiarare i redditi relativi come cedolare secca in sede di dichiarazione di redditi del soggetto gestore) e pertanto non potranno accedere al Decreto Ristori.
    Ciò penalizza, ancora una volta, i tanti che contribuiscono all’accoglienza sul territorio italiano, con enormi sacrifici e risultati apprezzati da tutti gli ospiti che preferiscono alloggi alternativi alle grandi strutture alberghiere

  • Si sta perpetuando una grande truffa per tutte le strutture ricettive o locazioni turistiche senza p. Iva.
    VERGOGNA

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