Approvata la proroga fiscale per società e partite Iva

Sergio Lombardi

La Camera ha approvato il “Decreto Agosto” che, fra le svariate norme, contiene anche la proroga dei versamenti fiscali annuali (saldo e primo acconto) al 30 ottobre. L’iter del decreto ha riguardato da vicino l’extralberghiero, prevedendo limiti alle locazioni brevi, poi considerati improponibili dalla Presidenza del Senato, e l’allargamento del bonus vacanze a nuove categorie di intermediari.

Effetti della proroga

Il Decreto Agosto convertito in legge consente a società e ditte individuali di versare i tributi annuali entro il 30 ottobre 2020 senza applicazione di sanzioni, con la sola maggiorazione dello 0,8 per cento delle imposte dovute. La scadenza originaria dei versamenti annuali era il 30 giugno. Il decreto entra in vigore con la pubblicazione.

Tributi prorogati

I tributi prorogati al 30 ottobre comprendono il saldo 2019 e il primo acconto 2020 di:
– Irpef,
– Ires,
– Irap
(se dovuta),
– Imposta sostitutiva dei contribuenti forfettari,

oltre al saldo 2019 dell’Addizionale Regionale e Comunale e l’acconto 2020 dell’Addizionale Comunale.
Per attrazione, si potrebbe sperare che anche i tributi non imprenditoriali dei soggetti forfettari, come la cedolare secca, rientrino nella proroga, ma ciò non è stato chiarito.
Sicuramente la proroga non riguarda l’Iva annuale, né i contributi previdenziali o le ritenute fiscali e contributive, e ovviamente le persone fisiche non titolari di partita Iva non godono del rinvio.

Condizioni per accedere alla proroga

Per poter rinviare i versamenti fino al 20 ottobre, società e ditte individuali devono aver subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Acconti 2020

La proroga è l’occasione per parlare degli acconti 2020, che vengono calcolati dai software dichiarativi in automatico secondo il criterio storico, ma che in un annus horribilis per il Turismo come il 2020 è assolutamente il caso di tenere sotto controllo, per evitare di pagare tasse inutili.
Semplicemente applicando il metodo di calcolo presuntivo, è possibile ridurre o addirittura azzerare gli acconti 2020.
Basta calcolare i propri redditi 2020 e le relative imposte per conoscere gli effettivi acconti dovuti. In un periodo di scarse prenotazioni, è altamente probabile che gli acconti dovuti siano molto ridotti: in quel caso è possibile a tutti i contribuenti (con partita Iva o no) un importante risparmio fiscale.
Rivolgendosi al proprio consulente fiscale, è possibile richiedere di applicare il metodo presuntivo per gli acconti e trovarsi così da pagare degli F24 più “leggeri”.
Per le società e ditte individuali che non hanno ancora versato, il primo acconto è dovuto entro il 30 ottobre, mentre il secondo acconto è dovuto entro il 30 novembre per tutti i soggetti. Nel caso di modello 730, il secondo acconto viene prelevato automaticamente dal proprio datore di lavoro o ente pensionistico.

Imprenditorialità rinviata, bonus vacanze ampliato

L’iter del decreto agosto ha riguardato molto da vicino l’extralberghiero, prevedendo dei limiti alle locazioni brevi (3, poi 4 immobili), considerati improponibili nella notte del 6 ottobre dalla Presidenza del Senato.
Il testo approvato comprende anche l’allargamento del bonus vacanze a nuove categorie di intermediari, così l’incasso del bonus sarà possibile “con l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici, nonché di agenzie di viaggio e tour operator”.

Una proroga faticosa
Il rinvio della scadenza fiscale annuale è stato oggetto di un duro confronto fra i rappresentanti nazionali dei commercialisti e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dopo la miniproroga al 20 agosto, che aveva scontentato contribuenti e professionisti fiscali, i commercialisti avevano annunciato uno sciopero dal 15 al 22 settembre, che avrebbe comportato, fra le altre cose, anche l’astensione dall’invio dell’Iva trimestrale e la partecipazione alle Commissioni tributarie. L’astensione è stata revocata dopo l’incontro del 10 settembre al MEF, dove è stata promessa dal Governo una moratoria sulle sanzioni per i ritardati pagamenti delle liquidazioni delle imposte in scadenza il 20 agosto e un maggiore coinvolgimento della categoria dei commercialisti nelle scelte di politica economica.

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