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Quel pasticciaccio brutto del bonus B&B

Written by Sergio Lombardi

Cronaca di una serie di sfortunati eventi, con cui è stato assegnato il contributo a fondo perduto in favore della sola categoria dei Bed&Breakfast non imprenditoriali, una erogazione che è riuscita a scontentare tutte le categorie dell’extralberghiero

Aggiornamento del 16/3/2022: a quasi 3 mesi dal clickday, non sono stati ancora pagati i bonus ai bed&breakfast!

Rivediamo tutta la storia: la tragedia si consuma al 655° giorno di pandemia, ecco la drammatica sequenza di eventi, un vero nightmare before Christmas che ha colpito il settore extralberghiero, già in ginocchio dopo la pandemia e la nuova ondata di cancellazioni in corso:

  • 22 dicembre 2021: con un preavviso brevissimo, sul sito del Ministero del Turismo viene pubblicato l’avviso pubblico che assegna 5 milioni di euro ai bed and breakfast non imprenditoriali nella misura di 2mila euro a struttura, da richiedersi la mattina dopo, il 23 dicembre alle 10:00, fino alle ore 12:00 del 30 dicembre (qui il nostro approfondimento).
  • 23 dicembre: dalle 10:00 è possibile presentare le richieste per il bonus, ma la prima sorpresa è che lo sportello telematico per richiedere il contributo è sul sito Aci, cosa che crea ulteriore confusione nei richiedenti. Molti pensano a un errore.
  • 24 dicembre: come prevedibile, alle 8:57, dopo nemmeno 24 ore, viene esaurito il fondo di 5 milioni e sul sito appare una scritta a caratteri cubitali di color rosso sangue:
    *** ATTENZIONE: Limite massimo risorse raggiunto! ***
  • 24 dicembre (dopo le 8:57): iniziano a circolare voci mostruose. Si dice che le domande di bonus siano state presentate dai titolari di ogni possibile forma di alloggio extralberghiera, dalla tree house all’igloo, non si sa se per affermare un diritto o per rovinare la festa ai bed&breakfast.
  • 24 dicembre: nella stessa giornata, il Ministero del Turismo comunica la chiusura della procedura di richiesta di indennizzo per esaurimento delle risorse disponibili.
  • 27 dicembre: mentre infuriano ancora le polemiche, che hanno intossicato il Natale delle categorie escluse, ma anche dei B&B che hanno perso il crudele gioco del click day, il Ministero pubblica un nuovo avviso: sarà riaperta la procedura per gli aiuti ai B&B non imprenditoriali, ma per sole 31 ore: dalle 10:00 del 28 dicembre alle 17:00 del 29 dicembre, per permettere a chi non ha i requisiti di cancellare l’istanza, e a chi non è riuscito a presentare la richiesta pur avendoli di riprovarci. Oltre che generare ulteriore confusione, questa mossa fa comprendere quanto siamo ancora lontani dalla realizzazione della banca dati delle strutture ricettive e delle locazioni turistiche, trionfalmente annunciata in settembre.
  • 29 dicembre: alle ore 17:00 termina la seconda battaglia del bonus per aggiudicarsi i 2mila euro, ma molti non sono riusciti nemmeno ad accedere alla piattaforma. Siamo curiosi di sapere quanti hanno perso una giornata per ritirare la propria richiesta.
  • 16 marzo 2022: da informazioni ricevute, il bonus non è stato ancora pagato ai bed&breakfast. Chiederemo informazioni al Ministero del Turismo.

AIUTI INSUFFICIENTI
Alla luce dei recenti avvenimenti, è possibile trarre un primo bilancio degli aiuti statali al turismo nel periodo 2020-2021. Anche senza approfondire l’analisi con importi e statistiche di ogni sgravio e contributo, si può concludere che gli aiuti sono stati insufficienti per tutte le categorie, e che in particolare le strutture ricettive non imprenditoriali e le locazioni turistiche sono state ignorate del tutto (vedi tabella seguente).

Sintesi degli aiuti alle attività turistiche extralberghiere

Per il bonus B&B in particolare, gli aiuti, oltre ad essere insufficienti (solo a Roma ci sono circa 1.500 B&B non imprenditoriali), sembrano contestabili anche da un punto di vista giuridico, con modifica in extremis (21 dicembre) dei destinatari del bonus da “strutture ricettive extralberghiere a carattere non imprenditoriale” a “bed and breakfast a gestione familiare”, e in merito c’è chi considera ricorsi al TAR e chi presenta petizioni.
La dimensione e durata di questa tragedia rendono impossibile sostituire i redditi persi con gli scarsi fondi disponibili, ma il turismo non sembra in ogni caso essere al centro dei pensieri (e degli stanziamenti) del Governo.

BREVE STORIA TRISTE DEL MIN.TURISMO
Ricordiamo il recente balletto del Ministero del Turismo, dicastero che sembra non trovare pace: ripristinato come ministero a sè nel 2009, accorpato agli Affari Regionali e allo Sport nel 2011, ai Beni Culturali nel 2013 e poi alle Politiche Agricole nel 2018, ritornato ai Beni Culturali nel 2019, per poi essere istituito nuovamente come Ministero del Turismo nel 2021. Ogni modifica ha comportato tempi di trasformazione amministrativa che hanno rallentato le attività del ministero e aumentato il paradosso di un settore che produce il 13%-14% del PIL (sceso al 7% nel 2021 – fonte WTTC), ma che non riceve risorse in proporzione per lo sviluppo, la digitalizzazione e durante questa pandemia, per la sua sopravvivenza.
Il 13 febbraio 2021, al giuramento dei ministri del Governo Draghi, tutti gli operatori del settore turistico riponevano grandi speranze nel rinato Ministero del Turismo e nel suo titolare, Massimo Garavaglia.
Oggi il livello di sfiducia nelle istituzioni da parte della categoria extralberghiera è ai suoi massimi, e non è necessario un sondaggio per comprenderlo.

COSA MANCA
Ogni tipologia di alloggio è orfana di importanti e necessari provvedimenti:
– Chi opera in sublocazione attende da luglio 2021 l’estensione del credito d’imposta per canoni di locazione non abitativa: l’assenza della proroga è uno dei fattori che sta facendo i maggiori danni anche al settore alberghiero, caratterizzato da immobili di grandi dimensioni e elevatissimi canoni di locazione.
– L’esenzione IMU ristretta alle sole strutture ricettive imprenditoriali (con le odiate FAQ del MEF) non è comunque stata rinnovata, e il 16 dicembre i comuni sono tornati ad incassare l’imposta: il fattore IMU, colpendo maggiormente gli immobili con le rendite più elevate, è uno dei più pesanti anche per il settore alberghiero.
– Chi ha personale sarà scoperto dalla cassa integrazione dal 1° gennaio 2022, dramma su cui le parti sociali hanno pubblicato un comunicato congiunto in cui si parla di 500mila posti di lavoro a rischio e anche il Ministro Garavaglia ha manifestato la sua preoccupazione.
– Attesissimo ma inadeguato alle aspettative ed esigenze è il nuovo superbonus 80% per il turismo, che nasce con uno stanziamento che le associazioni di categoria hanno già definito ridicolo, con soli 600 milioni di euro (200 milioni di euro per l’anno 2022, 180 milioni per il 2023 e 2024, e 40 milioni per il 2025). Solo considerando i 33mila hotel italiani, per il 2022 sarebbero 6mila euro ad albergo, veramente pochi. La formulazione non chiara del DL 152 convertito non lascia nemmeno comprendere se al superbonus 80% hanno diritto le strutture extralberghiere.
Le categorie più trascurate, quelle delle strutture non imprenditoriali e delle locazioni turistiche, non hanno ancora trovato un riconoscimento a livello di fondi erogati: il primo tentativo di compensare questa componente della filiera turistica è stato proprio il bonus B&B, che ha solo generato polemiche e discordia, come abbiamo visto.

SPERANZE
Nel suo primo discorso da premier in Parlamento, Mario Draghi aveva dichiarato al Senato il 17 febbraio 2021: “Investire nel turismo, sostenere il turismo non significa buttar via i soldi. Quei soldi tornano indietro. Quindi in questo periodo bisogna evitare che queste aziende falliscano perché altrimenti si perde il capitale e soprattutto il capitale umano.”
Attendiamo che si dia seguito a queste parole, comprendendo anche il fenomenale indotto che ha il turismo su tutte le altre attività locali e nazionali.

Sergio Lombardi è Dottore Commercialista, docente di Extra Academy e coautore di Extra Book
Per quesiti e segnalazioni, scrivete a:
redazione@extralberghiero.it

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About the author

Sergio Lombardi

Sergio Lombardi, fondatore di Taxbnb e Safexperience, è un Dottore Commercialista specializzato negli adempimenti fiscali, legali e amministrativi di hotel, bed&breakfast e affitti brevi in ​​tutte le forme familiari e imprenditoriali. Dopo la sua carriera in Ernst&Young, PriceWaterhouseCoopers, Accenture e Deloitte, Sergio contribuisce con i suoi articoli fiscali per i principali quotidiani e periodici turistici e economici italiani, tra cui Ipsoa, Giuffrè, Il Sole 24 Ore e Italia Oggi ed è coautore di Extra Book, la nuova guida definitiva dell'extralberghiero.
Sergio partecipa regolarmente a fiere ed eventi turistici internazionali con i suoi interventi, interpretando le riforme fiscali delle legislazioni turistiche.
Taxbnb, fondata da Sergio e dall'Avv. Mikaela Hillerstrom, è sicuramente in Italia e in Europa una delle poche associazioni fra professionisti dedicate esclusivamente ad affitti brevi, esperienze di viaggio, fiscalità alberghiera e aspetti legali. La missione di Taxbnb è la legalità, quindi centinaia di operatori del turismo sono attualmente supportati da Taxbnb nei loro adempimenti fiscali e legali. I nostri clienti includono associazioni di proprietari e grandi gestori di proprietà internazionali, ma anche piccoli e medi operatori dell'ospitalità e delle esperienze.

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