La stagione invernale 2025-2026 di Courmayeur si chiude con numeri in crescita per il turismo internazionale e con indicazioni interessanti anche per il comparto extralberghiero. A trainare il mercato non sono soltanto gli arrivi stranieri, ma anche una trasformazione della domanda turistica, sempre più orientata verso soggiorni flessibili, appartamenti gestiti professionalmente e strutture ibride tra hotel e casa vacanza.
È quanto emerge dall’analisi diffusa da Halldis by Vita, operatore specializzato nel property management e nei serviced apartment, presente nella località valdostana con due strutture dedicate all’ospitalità gestita.
Secondo i dati elaborati sulla base delle rilevazioni dell’Assessorato al Turismo della Regione Valle d’Aosta, il comprensorio del Monte Bianco continua a mantenere una prevalenza di turismo domestico, con circa 667 mila presenze italiane contro 528 mila straniere nel 2025. Il dato più significativo riguarda però il ritmo di crescita: le presenze internazionali aumentano del 20,1% rispetto all’anno precedente, mentre quelle italiane crescono del 4,9%.
Tra i mercati esteri spiccano Regno Unito, Francia e soprattutto Stati Uniti, che registrano circa 48 mila presenze con una crescita superiore al 23%. Un dato che conferma come le destinazioni alpine italiane continuino ad attrarre una clientela internazionale ad alta capacità di spesa, interessata non solo agli hotel tradizionali ma anche a formule ricettive più autonome e personalizzabili.
In questo scenario, i serviced apartment stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Si tratta di appartamenti gestiti professionalmente, con standard alberghieri e servizi aggiuntivi, che intercettano le esigenze di famiglie, gruppi e soggiorni medio-lunghi. Un modello che si sta consolidando anche in Italia, soprattutto nelle località leisure premium e nelle città d’arte.
I dati delle due strutture gestite da Halldis by Vita a Courmayeur mostrano chiaramente questa evoluzione. Le Géant, Apartments by Marriott Bonvoy®, ospita clienti provenienti da oltre 40 Paesi. Gli statunitensi rappresentano circa il 30% della clientela e, insieme agli italiani, coprono oltre la metà delle presenze complessive. Particolarmente rilevante anche il dato relativo alla fidelizzazione: il 46,1% delle notti deriva da clienti abituali.
Dal punto di vista della distribuzione, emerge inoltre un aspetto strategico per gli operatori dell’extralberghiero: l’82% delle prenotazioni arriva da canali diretti, mentre le OTA incidono solo per il 18%. Una quota che consente una maggiore marginalità e riduce la dipendenza dalle piattaforme online.
L’altra struttura, Le Mallet, intercetta invece una domanda più leisure e familiare, prevalentemente europea e italiana. Qui emerge soprattutto il peso crescente del mobile booking: il 72% delle prenotazioni viene effettuato da smartphone. Le politiche commerciali adottate hanno inoltre portato a un incremento del 73% delle room nights su base mensile e a una riduzione del 23% delle cancellazioni.
Per il settore extralberghiero, il caso Courmayeur conferma alcune tendenze ormai consolidate: crescita della domanda internazionale, maggiore attenzione alla qualità della gestione, aumento del peso delle prenotazioni dirette e richiesta di formule ricettive capaci di unire autonomia, design, servizi e flessibilità.
“Osserviamo una domanda sempre più articolata, in cui flessibilità, qualità degli spazi e servizi diventano centrali”, commenta Michele Diamantini. “I serviced apartment consentono di intercettare questa tendenza in modo più efficiente, migliorando operatività e gestione dei ricavi, anche grazie a un maggiore controllo dei canali e all’utilizzo di strumenti digitali”.

