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Affitti brevi: si puó fare la copia dei documenti degli ospiti? Ecco cosa dice il Garante della privacy

Più che una stretta, un chiarimento operativo. Una nota diffusa dal Garante per la protezione dei dati personali interviene su una delle pratiche più diffuse nell’extralberghiero — la richiesta e la gestione delle copie dei documenti di identità— e riporta il tema su un principio già noto: i dati si raccolgono per obbligo di legge, ma non si conservano. Il punto, però, è come tradurre questa regola nella quotidianità di B&B, case vacanza e affitti brevi, dove il check-in è spesso digitale, remoto o automatizzato.

Non è vietato acquisire la copia, è vietato conservarla

Il chiarimento più rilevante riguarda proprio la fase di raccolta. Negli ultimi giorni molti titoli hanno suggerito un divieto generalizzato di fotografare o ricevere i documenti degli ospiti. La lettura è imprecisa.

La normativa consente di acquisire una copia del documento — anche tramite invio digitale — se serve a inserire i dati nel sistema “Alloggiati Web”. Quello che non è consentito è conservarla oltre il tempo necessario.

Una volta completata la comunicazione alla pubblica sicurezza, la copia deve essere cancellata o distrutta immediatamente.

Per chi gestisce strutture senza reception fisica, questo passaggio è tutt’altro che secondario. Significa che il documento può essere richiesto prima dell’arrivo, ma non archiviato.

Il quadro normativo resta invariato

Il riferimento resta l’articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. L’obbligo è chiaro: identificare gli ospiti e trasmettere i dati alle autorità tramite il portale del Ministero dell’Interno.

La conservazione, invece, non è richiesta. I dati vengono già mantenuti per cinque anni nei sistemi pubblici. Alle strutture spetta solo dimostrare di aver effettuato la comunicazione, conservando la ricevuta generata dal sistema.

Questo impianto è coerente con i principi del Regolamento UE 2016/679, in particolare minimizzazione e limitazione della conservazione.

Le criticità tipiche dell’extralberghiero

Il Garante richiama alcune pratiche molto diffuse nel settore:

  • fotografie dei documenti con smartphone personali
  • invio tramite app di messaggistica come WhatsApp
  • archiviazione in gallerie, cloud o gestionali senza policy di cancellazione

Sono modalità spesso adottate per semplificare il check-in a distanza, ma che espongono a rischi concreti: accessi non autorizzati, perdita dei dati, furti di identità.

Nel caso di violazione (data breach), gli obblighi sono stringenti: notifica al Garante entro 72 ore e, nei casi più gravi, comunicazione agli ospiti coinvolti.

Impatto sui modelli di check-in digitale

Per il comparto extralberghiero il tema si sposta dai principi alle procedure. Non basta sapere cosa è consentito: serve dimostrare come viene gestito il dato.

Questo significa, in concreto:

  • evitare archivi permanenti di documenti
  • impostare cancellazioni automatiche nei software di check-in online
  • scegliere fornitori che garantiscano conformità e sicurezza
  • definire istruzioni chiare per chi gestisce le prenotazioni

Anche i sistemi di self check-in e le piattaforme che acquisiscono documenti devono essere configurati in modo coerente: la copia non può restare disponibile oltre la fase di inserimento dati.

Un tema di responsabilità, non solo di compliance

La nota del Garante insiste su un aspetto spesso sottovalutato: la responsabilizzazione del titolare del trattamento. Non si tratta solo di rispettare una regola, ma di ridurre il rischio.

Nel turismo extralberghiero, dove la gestione è spesso individuale o semi-professionale, questo implica un cambio di approccio. La comodità operativa — avere “tutti i documenti salvati” — non è più sostenibile.

Il messaggio per il settore

La linea è chiara: la copia del documento può esistere, ma solo come passaggio tecnico e temporaneo. Tutto ciò che diventa archivio è fuori perimetro.

Per un comparto che negli ultimi anni ha digitalizzato rapidamente i processi, il chiarimento rappresenta un passaggio di maturità. Non introduce nuovi obblighi, ma impone maggiore rigore nell’applicazione di quelli esistenti.

E soprattutto sposta l’attenzione su un punto concreto: il problema non è raccogliere i dati, ma cosa succede dopo.

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Bio Autore

Domenico Palladino

Domenico Palladino, direttore di extralberghiero.it, è giornalista economico specializzato nel turismo e consulente in comunicazione e digital marketing. Ha scritto per Hoepli "Digital Marketing Extra Alberghiero" e ha curato "Extra Book - la guida decisiva per emergere nell'extralberghiero"