Airbnb rafforza la propria strategia di espansione oltre il core business degli affitti brevi e delle esperienze turistiche entrando nel capitale di WeRoad. La travel company italiana ha infatti chiuso un round di Serie C da 58 milioni di dollari guidato proprio da Airbnb, operazione che porta a circa 100 milioni di dollari il totale dei finanziamenti raccolti dalla società dal 2017.
L’investimento rappresenta un segnale rilevante per il settore travel e hospitality. Airbnb continua infatti a spostarsi progressivamente da semplice piattaforma di prenotazione di alloggi a ecosistema completo dedicato al viaggio, alle attività e alle relazioni sociali offline. Una direzione già emersa con il rilancio delle Experiences e con l’ingresso in segmenti come autonoleggio, servizi e hotellerie tradizionale.
In questo contesto, WeRoad diventa un tassello strategico. La società italiana si è affermata negli ultimi anni nel segmento dei viaggi di gruppo esperienziali rivolti soprattutto a Millennial e Gen Z, costruendo una community basata su viaggi condivisi, coordinatori locali ed eventi offline. Un modello che punta più sulla relazione tra viaggiatori che sulla semplice destinazione.
L’operazione servirà a finanziare l’espansione di WeRoad negli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo per l’azienda. Ma l’interesse di Airbnb sembra andare oltre il solo investimento finanziario. Il gruppo americano continua infatti a presidiare aree sempre più ampie della customer journey turistica: dall’alloggio ai trasporti, dalle esperienze locali fino alle community fisiche e agli incontri sociali.
Negli ultimi mesi Airbnb ha già mostrato la volontà di presidiare nuovi verticali del turismo. L’ingresso nel round di WeRoad conferma l’interesse verso il cosiddetto settore “IRL” (In Real Life), cioè servizi digitali progettati per favorire interazioni ed esperienze nel mondo reale. Un segmento in crescita soprattutto tra le nuove generazioni, che cercano viaggi sempre più orientati alla socialità e alla condivisione.
Per il comparto extralberghiero il tema è particolarmente interessante. Airbnb continua infatti ad allontanarsi dall’immagine originaria di marketplace per host privati, evolvendo verso una piattaforma globale capace di integrare ospitalità, attività, servizi e relazioni. Una trasformazione che potrebbe avere effetti anche sugli operatori indipendenti del settore short term rental, chiamati sempre più a differenziare l’offerta puntando su esperienze, community e servizi accessori.
WeRoad, dal canto suo, negli ultimi anni ha costruito una forte presenza digitale e social. Dal lancio nel 2017 ha coinvolto oltre 300 mila viaggiatori attraverso più di mille itinerari nel mondo, mentre circa il 90% dei clienti parte da solo per unirsi a gruppi organizzati. La community dei coordinatori supera oggi le 4 mila persone.
Nel 2025 la società ha inoltre lanciato WeMeet, piattaforma dedicata a eventi offline e attività locali aperte anche a chi non ha mai viaggiato con il brand. Il progetto ha già registrato oltre 50 mila partecipanti in 35 città e rappresenterà uno degli strumenti centrali per l’ingresso nel mercato americano.
Parallelamente all’operazione, Andrea D’Amico, CEO di WeRoad ed ex manager di Booking.com, si trasferirà a San Francisco da giugno 2026 per guidare la categoria hotel di Airbnb. Continuerà comunque a mantenere un ruolo nel board di WeRoad. Una scelta che evidenzia ulteriormente il rafforzamento delle sinergie tra le due società e il crescente interesse di Airbnb verso un modello di viaggio sempre più integrato e trasversale.

