Milano chiude il Salone del Mobile 2026 con un mercato degli affitti brevi che mostra segnali di tenuta sul fronte dell’occupazione, ma evidenzia una compressione dei margini per operatori e host. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi di Italianway, che ha tracciato un bilancio sull’andamento degli ultimi tre anni durante la principale manifestazione fieristica milanese.
Secondo i dati, il tasso di occupazione resta stabile tra il 93% e il 94% sulle cinque notti dell’evento, in linea con il biennio precedente. A cambiare è invece il livello delle tariffe medie, scese dai 330 euro a notte del 2024 ai 294 euro del 2026. Una dinamica legata all’aumento dell’offerta e al calo della domanda proveniente dai Paesi asiatici, che ha spinto gli operatori a competere sul prezzo per mantenere elevati i livelli di riempimento.
Nonostante la riduzione dei prezzi, il gettito complessivo per la città cresce in modo significativo. L’imposta di soggiorno raccolta durante il Salone è passata da circa 751 mila euro nel 2024 a quasi 1,8 milioni nel 2026. Un incremento attribuito sia all’aumento dell’aliquota – portata a 9,50 euro per gli affitti brevi dal 1° gennaio – sia alla solidità della domanda.
Sul fronte della domanda emergono cambiamenti nei comportamenti dei viaggiatori. La finestra di prenotazione si allunga, passando da 20 a 27 giorni, mentre la durata media dei soggiorni cresce da 2,9 a 3,2 notti. Aumenta anche il numero medio di ospiti per prenotazione, da 1,7 a 2, segnale di una maggiore incidenza di viaggiatori organizzati e piccoli gruppi.
Il volume complessivo delle prenotazioni, misurato attraverso il Gross Booking Value, mostra una ripresa rispetto al 2025, ma non ha ancora raggiunto i livelli del 2024. Dopo il minimo di 26,9 milioni di euro registrato nel 2025, il dato risale a circa 28 milioni nel 2026. Contestualmente cresce il peso della fiscalità: l’incidenza dell’imposta di soggiorno sul valore delle prenotazioni passa dal 2,4% al 6,4% nell’arco di tre anni.
Il quadro che emerge è quello di un mercato resiliente sul piano della domanda ma sempre più competitivo e con margini ridotti. L’aumento dell’offerta e la riduzione dei flussi asiatici spingono gli operatori a strategie più aggressive sul pricing. In questo contesto, la capacità di analizzare i dati e anticipare i comportamenti dei viaggiatori diventa un fattore determinante per mantenere la redditività.

