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Sicilia, l’extralberghiero vince al TAR: annullati gli obblighi “salva-hotel”

elia rosciano

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella pubblicata ieri, 4 maggio, dal TAR Sicilia. Il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione FARE (Federazione Nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera), smantellando l’impalcatura di vincoli burocratici ed economici che pendeva su B&B, affittacamere e case vacanze dell’Isola.

Il verdetto annulla ben dodici disposizioni contenute nel decreto assessorale n. 2104 del giugno 2025. Secondo i giudici, quelle norme tentavano irragionevolmente di imporre standard qualitativi “alberghieri” a realtà a conduzione familiare che, per natura e dimensioni, non possono e non devono sottostare a tali oneri.

La motivazione: “No al livellamento verso l’alto”

Il TAR ha chiarito un punto fondamentale per il turismo siciliano: le norme impugnate imponevano costi gravosi senza rispondere a reali esigenze degli ospiti. Il tentativo di “livellare verso l’alto” l’offerta extralberghiera è stato giudicato incompatibile con la gestione di piccole strutture, che rappresentano invece un pilastro fondamentale e diversificato dell’accoglienza turistica regionale.

Cosa cambia da oggi: i 12 obblighi cancellati

La sentenza elimina definitivamente una serie di requisiti che la Federazione FARE aveva definito “vessatori”. Ecco i principali punti stralciati:

  • Dotazioni d’arredo: Addio all’obbligo di materassi ignifughi e alla presenza forzata di televisori da almeno 32 pollici in ogni unità.
  • Gestione del personale: Cancellata la norma che imponeva che il 50% dello staff di reception e sala parlasse inglese.
  • Burocrazia condominiale: Non sarà più necessario presentare il regolamento di condominio o l’attestazione dell’amministratore sull’assenza di liti pendenti.
  • Sicurezza e Sanità: Stop all’obbligo di defibrillatore per B&B e affittacamere e alla creazione di bagni divisi per sesso e per disabili nelle zone comuni (onere considerato sproporzionato per le civili abitazioni).
  • Autonomia gestionale: L’Assessorato non potrà più scegliere il nome della struttura da una terna di nomi, né imporre limiti rigidi sulla disposizione dei posti letto nelle camere.

Il commento della Federazione FARE

Soddisfazione totale per i rappresentanti della categoria, che vedono premiata una battaglia legale durata mesi.

“Questa sentenza rappresenta uno spartiacque”, fanno sapere dalla Federazione FARE. “L’amministrazione non può imporre standard alberghieri a chi fa ricettività extralberghiera. Il turista che sceglie le nostre strutture cerca un’offerta differente e non si aspetta i servizi di un hotel. Abbiamo difeso il diritto dei piccoli proprietari di lavorare senza essere schiacciati da burocrazia e costi ingiustificati”.

La decisione del TAR restituisce dunque libertà d’impresa a migliaia di gestori siciliani, garantendo la sopravvivenza di un modello di ospitalità autentico e accessibile.

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Redazione Extralberghiero.it