Il quadro internazionale sta incidendo in modo sempre più diretto sulle dinamiche del turismo globale. Guerre, tensioni commerciali, volatilità valutaria e instabilità geopolitica stanno orientando le scelte dei viaggiatori, che privilegiano destinazioni percepite come sicure, accessibili e affidabili.
«Stiamo osservando un mercato in trasformazione nel quale i viaggiatori sono sempre più attenti al contesto internazionale, alla qualità dell’esperienza e all’affidabilità della destinazione scelta», spiega Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB. Le intenzioni di viaggio per il 2026 restano elevate, ma cresce il peso della dimensione politica e sociale nella selezione delle mete.
In questo scenario, l’Italia rafforza il proprio posizionamento grazie a un mix di fattori che combinano sicurezza percepita, patrimonio culturale e autenticità dell’esperienza. Elementi che si riflettono anche sul segmento degli affitti brevi, sempre più centrale nell’offerta turistica nazionale.
Turismo americano tra nuove scelte e opportunità per l’Italia
Tra i fenomeni più rilevanti emerge il cambiamento nelle preferenze dei viaggiatori internazionali verso gli Stati Uniti. Secondo un’indagine Ipsos, il clima politico e commerciale legato all’amministrazione Trump ha inciso sulla percezione del Paese, oggi inserito tra le destinazioni che una parte dei viaggiatori dichiara di voler evitare per ragioni politiche.
Questo spostamento della domanda apre spazi per le destinazioni europee e, in particolare, per quelle italiane. Una quota crescente di turisti europei, che in passato avrebbe scelto mete come New York o Miami, si orienta ora verso alternative più vicine. Toscana, Lago di Como e i centri storici delle città d’arte si confermano poli attrattivi per soggiorni di qualità, caratterizzati da identità e valore culturale.
Parallelamente, resta solido il contributo del turismo americano in ingresso. Il calo delle tariffe aeree transatlantiche rende l’Europa più accessibile per i viaggiatori statunitensi, che continuano a distinguersi per una capacità di spesa superiore alla media. La spesa media degli americani si attesta a 184,7 euro per notte, quasi il doppio rispetto agli altri turisti stranieri. Un dato che rappresenta un’opportunità concreta per il mercato italiano degli affitti brevi, in particolare nelle destinazioni a maggiore vocazione turistica e negli immobili con standard elevati.
«L’Italia ha tutte le caratteristiche per rafforzare il proprio posizionamento e gli affitti brevi gestiti in modo professionale possono intercettare una domanda molto interessante», sottolinea Zorgno.
Offerta in contrazione e mercato più selettivo
A rendere il quadro ancora più dinamico contribuisce la riduzione dell’offerta. Gli annunci attivi sulle principali piattaforme risultano in calo rispetto all’anno precedente, con contrazioni più marcate in alcune città. L’introduzione del Codice Identificativo e l’aumento degli adempimenti normativi hanno accelerato un processo di selezione del mercato.
L’81% delle strutture ha già ottenuto il codice identificativo, mentre una parte degli operatori ha scelto di uscire dal mercato, scoraggiata dalla complessità burocratica e dai costi aggiuntivi. Ne deriva un contesto più ordinato, nel quale emergono gli operatori strutturati e i proprietari che adottano un approccio imprenditoriale.
La gestione professionale come fattore competitivo
In un mercato più esigente e meno prevedibile, la gestione professionale diventa un elemento chiave. Pricing dinamico, distribuzione multicanale, organizzazione operativa, presidio normativo e cura della customer experience richiedono competenze specifiche e continuità gestionale.
«Un mercato più selettivo, con ospiti più esigenti e comportamenti di prenotazione meno prevedibili, richiede competenze specifiche. Per il singolo proprietario non è semplice governare tutti questi aspetti con efficacia», osserva Zorgno.
In questo contesto si inseriscono le performance di CleanBnB. La società ha chiuso il 2025 con 19,9 milioni di euro di ricavi consolidati, in crescita del 7% su base annua. I soggiorni gestiti hanno raggiunto quota 135.414 (+8%), mentre il portafoglio conta 3.115 appartamenti (+6%) distribuiti in oltre 100 località italiane. Il gross booking ha superato i 51,7 milioni di euro.
Numeri che riflettono non solo una crescita dimensionale, ma anche una capacità di adattamento a un mercato in evoluzione, dove professionalizzazione e gestione industriale diventano leve decisive per intercettare la domanda e valorizzare gli asset immobiliari.

