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Affitti brevi, il Consiglio di Stato annulla le restrizioni del Comune di Bologna

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Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da CleanBnB, società di property management e cofondatrice di AIGAB – Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi, contro il Comune di Bologna, annullando le disposizioni introdotte dall’amministrazione comunale in materia di locazioni turistiche. La decisione riguarda in particolare le norme contenute nel Piano Urbanistico Generale (PUG) che avevano imposto nuove limitazioni agli affitti brevi nel capoluogo emiliano

Secondo i giudici di Palazzo Spada, il Comune ha modificato in modo sostanziale la disciplina urbanistica senza rispettare le garanzie di partecipazione previste dalla legge regionale dell’Emilia-Romagna n. 24 del 2017. Le nuove regole, tra cui l’introduzione della categoria urbanistica B3 e il requisito dell’alloggio minimo nel centro storico, sono state inserite solo nella fase finale di approvazione del PUG, senza una nuova pubblicazione che consentisse ai soggetti interessati di presentare osservazioni.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto il vizio procedurale decisivo, richiamando gli articoli 43 e 46 della normativa regionale, che impongono un iter trasparente e partecipato quando le scelte urbanistiche incidono in modo significativo su interessi economici e sociali rilevanti. Per questo motivo è stata riformata la sentenza di primo grado e sono stati annullati gli atti impugnati, limitatamente alla parte relativa alle locazioni brevi.

Con la decisione, le SCIA presentate dagli operatori tornano a essere pienamente valide ed efficaci. Il PUG del Comune di Bologna viene invece dichiarato illegittimo nella sezione dedicata agli affitti brevi, aprendo la strada alla possibilità di ripresentare nuove richieste di avvio dell’attività sulla base della normativa precedente.

AIGAB esprime soddisfazione per un passaggio centrale della sentenza, che riconosce come le modifiche introdotte dal Comune non fossero semplici aggiustamenti tecnici, ma scelte di forte impatto economico e sociale, capaci di incidere su un intero segmento di mercato. Un riconoscimento che, secondo l’associazione, rafforza la necessità di un confronto strutturato con gli operatori del settore.

Alla luce della pronuncia, il Comune di Bologna dovrà avviare un nuovo iter regolatorio, nel rispetto delle corrette procedure partecipative. Un percorso che richiederà presumibilmente diversi mesi. Inoltre, i soggetti ai quali era stata negata l’autorizzazione in base alle norme ora annullate potranno valutare eventuali richieste di risarcimento per i danni subiti.

L’auspicio espresso da AIGAB è che l’amministrazione comunale apra un tavolo di confronto per lavorare a eventuali modifiche normative condivise, evitando interventi unilaterali su un mercato che coinvolge migliaia di famiglie e imprese. Un metodo che, secondo l’associazione, dovrebbe coinvolgere proprietari e operatori professionali, chiamati a esercitare legittimamente il diritto di proprietà e d’impresa, contribuendo alla creazione di valore economico sul territorio.

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Redazione Extralberghiero.it