Si è chiusa a Rimini la terza edizione del Vivere di Turismo Festival, l’evento nazionale dedicato al mondo dell’ospitalità extralberghiera, che anche quest’anno ha registrato una forte partecipazione da parte degli operatori provenienti da tutta Italia. Oltre 2.000 persone hanno preso parte a incontri, panel e momenti di confronto dedicati a affitti brevi, innovazione, formazione e sviluppo territoriale.
“È stata un’edizione straordinaria, in cui i cittadini ospitali di tutta Italia si sono incontrati per condividere esperienze e visioni”, ha dichiarato Danilo Beltrante, fondatore del Festival e direttore della Vivere di Turismo Business School. “Oltre duemila operatori, dal nord al sud fino alle isole, hanno contribuito a dare valore a un’ospitalità diffusa che rappresenta sempre più un bene comune. Noi siamo operatori economici e allo stesso tempo persone che mettono tutto loro stessi, l’amore e la cura, tutti i giorni, quando facciamo il nostro lavoro, e questo ci rende protagonisti del territorio che amiamo e che vogliamo contribuire a sviluppare. Questa edizione l’abbiamo dedicata ai cittadini ospitali; due facce della stessa medaglia: operatori economici e persone, lavoratori e abitanti dei territori in cui viviamo; il territorio in cui operiamo è casa nostra, è lì che cresceremo i nostri figli”.
Beltrante ha annunciato il rafforzamento della collaborazione con l’Università di Firenze, con l’obiettivo di avviare un progetto strutturato di ricerca sul comparto extralberghiero. “È un impegno verso il Paese e verso il futuro delle nuove generazioni. Il lavoro con l’Università di Firenze è già un primo passo concreto”.
Una ricerca nazionale sull’impatto dell’extralberghiero
I partecipanti al Festival sono stati coinvolti in uno studio guidato dalla professoressa Lucia Varra dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di misurare per la prima volta in modo sistematico l’impatto economico, sociale e culturale dell’ospitalità extralberghiera in Italia.
“Vogliamo fotografare il contributo reale che questo settore offre ai territori”, spiega Varra. “Il modello di analisi si basa su tre dimensioni: sostenibilità economica, sociale e ambientale. Emergeranno dati su attenzione all’ambiente, gestione dei rifiuti, riduzione degli sprechi, promozione delle economie locali, utilizzo di prodotti tipici e materiali del territorio, anche nei processi di ristrutturazione”.
L’obiettivo è superare la visione limitata al solo pernottamento e restituire un quadro più ampio del valore generato, indirizzando le politiche pubbliche su basi empiriche.
Nomadi digitali, presentato il 4° Rapporto nazionale
Momento centrale dell’evento è stata la presentazione ufficiale del 4° Rapporto sul nomadismo digitale in Italia, realizzato dall’Associazione Italiana Nomadi Digitali in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Il documento mette in evidenza le criticità normative ancora irrisolte, nonostante l’introduzione della legislazione dedicata nel 2024. Secondo Alberto Mattei, presidente dell’associazione, la cornice regolatoria risulta ancora frammentata e poco funzionale rispetto alla mobilità internazionale del lavoro.
“Il nostro comitato scientifico non si è limitato ad analizzare i dati. Abbiamo elaborato anche proposte operative”, ha spiegato Mattei. Tra queste:
– semplificazione e differenziazione del visto
– creazione di una piattaforma nazionale di gestione
– nuovi contratti per il lavoro da remoto, integrati con lo smart working
– introduzione della figura del ‘cittadino temporaneo di comunità’
– contratti più flessibili per la locazione temporanea
– incentivi per i giovani che scelgono di trasferirsi in aree interne e rurali
Sud e isole più attrattivi per i nomadi digitali
Il Rapporto fotografa uno spostamento sempre più evidente verso il Mezzogiorno. Sud Italia e isole risultano più attrattivi rispetto a Nord e Centro, valutati come più urbanizzati e meno adatti a uno stile di vita worklife oriented.
In cima alle preferenze figurano città come Palermo, Brindisi, Napoli e Bari. Tra i piccoli centri emergono Ollolai, in Sardegna, e Sambuca di Sicilia, esempi di borghi capaci di attrarre professionisti in mobilità grazie a politiche di accoglienza e qualità della vita.
Il rapporto completo è disponibile online: rapporto2025.nomadidigitali.it
L’intervento di Alex Bellini: “Ospitalità e resilienza hanno la stessa radice”
Ad aprire l’ultima giornata è stato l’esploratore Alex Bellini, protagonista di traversate oceaniche in solitaria e imprese estreme tra Alaska e Groenlandia. Il suo intervento ha messo in relazione il concetto di viaggio con quello di trasformazione personale.
Ogni spedizione, ha raccontato, rappresenta un dialogo con i propri limiti e un esercizio di consapevolezza. Un messaggio che ha trovato forte risonanza in una platea composta da operatori abituati a confrontarsi con imprevisti, adattamento e responsabilità.
Appuntamento al 2026
Il Festival tornerà a Rimini il 17 e 18 novembre 2026. L’obiettivo, secondo gli organizzatori, è rafforzare il ruolo dell’evento come piattaforma di confronto nazionale per un settore che cresce in volumi, complessità e rilevanza economica.
Una cosa è chiara: l’extralberghiero non è più un segmento marginale, ma uno dei luoghi in cui si gioca la trasformazione del turismo italiano. E ora, con dati e ricerca strutturata, il dibattito promette di diventare più maturo anche sul piano istituzionale.

