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Imposta di soggiorno: la rivoluzione che ci attende nel 2021

Written by Sergio Lombardi

Nuova dichiarazione annuale con scadenza 30 giugno per strutture ricettive e locazioni turistiche, nuove sanzioni, nuovo ruolo per gli agenti contabili e niente depenalizzazione: ecco le anticipazioni di Extralberghiero.it sulla City Tax 2021

Si avvicina il 30 giugno, data di presentazione della nuova dichiarazione annuale dell’imposta di soggiorno, e ancora non si sa molto sul nuovo adempimento, rivoluzionato dal decreto Rilancio con un nuovo modello di dichiarazione annuale: vediamo perché.

IL “MODELLO 22”
Il nuovo modello di dichiarazione, da alcuni già soprannominato “Modello 22” (in quanto successivo al precedente e più noto Modello 21), andava approvato entro il 15 novembre 2020 (180 giorni dalla pubblicazione del Decreto Rilancio), ma ad oggi non ve ne è traccia, nemmeno in bozza.
Non è stato ancora pubblicato l’atteso decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali per approvare il nuovo modello di dichiarazione annuale.
Di essa si sa solo che:
– va presentata in forma telematica entro il 30 giugno 2021 per l’imposta di soggiorno riscossa nel 2020
– va presentata da parte di tutte le attività che riscuotono imposta e contributo di soggiorno: hotel, locazioni turistiche, strutture extralberghiere, e strutture ricettive in generale.
Va sottolineato che anche le locazioni turistiche sono tenute alla presentazione della nuova dichiarazione e soggette alle medesime sanzioni delle strutture ricettive.

E IL MODELLO 21?
Nulla si sa anche sul temutissimo Modello 21, la precedente dichiarazione annuale della tassa di soggiorno, rendiconto della gestione con destinatario finale la Corte dei Conti, attraverso l’invio al Comune. Non è ancora chiarito se il Modello 21 coesisterà con il nuovo modello o ne sarà sostituito: il decreto del 1996 che lo introdusse è ancora oggi pienamente vigente.

SANZIONI FINO AL 200%
Per l’omessa o infedele presentazione della nuova dichiarazione annuale dell’imposta di soggiorno da parte del responsabile d’imposta (strutture ricettive e locazioni turistiche) si applica la sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell’imposta di soggiorno dovuta annualmente. La nuova super sanzione si aggiunge alle altre già esistenti, compresa la possibile chiusura dell’attività (sia struttura ricettiva che locazione turistica) da parte del Comune, secondo il Decreto Crescita e alcuni regolamenti comunali.
La scadenza si avvicina e l’incertezza aumenta.

L’INCROCIO DEI DATI
La situazione è ancora più rischiosa, visto che siamo già nell’epoca dell’incrocio dei dati, che prevede che i dati di Alloggiati Web vengano condivisi con l’Agenzia delle Entrate, le Regioni e i Comuni. Si comincia con l’anno 2020 e l’incrocio si completerà il 30 giugno. (maggiori dettagli sull’argomento in quest’altro articolo)

LA DEPENALIZZAZIONE NON RETROATTIVA
Varie sentenze, fra cui quella della Cassazione di ottobre 2020, hanno stabilito il principio secondo cui:
– tutti i mancati versamenti di city tax fino al 18 maggio 2020 hanno rilevanza penale con possibile imputazione per peculato e procedimento penale connesso;
– dal 19 maggio 2020 per i mancati versamenti resta solo la responsabilità tributaria per l’imposta non versata.

il passaggio della sentenza che distingue i due periodi ante e post 19/5/2020, già divenuto principio giurisprudenziale

DA AGENTI CONTABILI A RESPONSABILI D’IMPOSTA CON SORPRESA
Se la condizione di agente contabile non è mai stata digerita dalla categoria dei titolari di strutture ricettive per le sue possibili implicazioni processuali, quella attuale di responsabile d’imposta comporta che, nel caso di rifiuto di pagamento della tassa da parte dell’ospite, l’unico debitore resta il titolare.

Sergio Lombardi è Dottore Commercialista in Roma e docente di Extra Academy
Per quesiti e segnalazioni, scrivete a:
redazione@extralberghiero.it

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